Dalle Saline agli Altipiani, mostra collettiva dedicata al paesaggio veneto e a tutte le sue possibili interpretazioni. Lo scopo dell'esposizione mira a riallacciare quel filo ideale che lega storicamente Venezia al suo entroterra, attraverso la sensibilità di quanti al giorno d'oggi ancora si cimentano nella rappresentazione di scorci e vedute della nostra terra.

La mostra sarà aperta dal 31 ottobre al 14 novembre, con orario di apertura 15 - 18.30 lu-ma-gi-ve-sa-do.

SANDRO VARAGNOLO
 

Nato a Chioggia il 10 Agosto 1968, dove vive e lavora, fin dalla tenera età coltiva la passione delle scienze naturali, frequenta un gruppo naturalistico, dove è ancora oggi iscritto, ritiene la natura unica e sola manifestazione della mano di Dio, impossibile da superare o replicare, fino alla scoperta o meglio riscoperta, dopo il periodo scolastico e lavorativo, dell’arte, che avviene casualmente durante le pause di lavoro a Venezia.

La riscoperta dell’uomo e della sua opera è talmente sconcertante che continua assiduamente in un vortice di ricerca e collezionismo di oggetti e dipinti antichi. Una sorta di fame di conoscenza insaziabile che lo porta a girare per le maggiori città italiane, le cattedrali e le collezioni pubbliche di maggior rilievo, spingendolo alla consapevolezza che il divino non può non essere umano, anzi, è proprio l’uomo che rende divino il mondo.  L’arte diviene, per un lungo periodo fino alla piena maturità, una sorta di stanza segreta, di rifugio meditativo, di zona d’ombra dove coltivare il divino senza intrusioni; inizialmente solo come studioso, dove svolge attività di ricerca storico-artistica del territorio clodiense, ma successivamente, come vero e proprio atto concreto di sperimentazione totale, in particolare sulla tecnica ad olio.

MAURIZIO CAMPOSEO

Nato a Francavilla Fontana (Brindisi) nel 1965, figlio di un “maestro d’arte”, nel 1971 si trasferisce a Vicenza dove risiede tuttora. Entrato sedicenne come garzone di bottega nella Stamperia d’arte di Giuliano Busato, si nutre di lunghi e pazienti esercizi, dove stampa litografie e incisioni per gli artisti. Nel ripercorrere il segno di questi maestri, chiarisce il proprio. Insieme al padre Gildo, nel 1986 esordisce nelle prime esposizioni ma ben presto intraprende un percorso autonomo. Dal 1999 intensifica la sua partecipazione a mostre collettive organizzate da associazioni artistiche locali e da vari comuni in Veneto. In una instancabile autoaccademia, dove la sua principale guida è la necessità del segno, si esercita in un eclettismo di forme, stili e tecniche diverse. Poi la svolta. L’incontro con Alberto Peruffo, alpinista scrittore artista editore lo sorprende molto sensibile al tema della montagna, si rivela metafora di quella dimensione essenziale che sta cercando nel suo linguaggio espressivo. Queste “montagne essenziali” sono ispirate infatti alle spedizioni di Peruffo, con cui inizia a collaborare come membro fondatore della Fattoria Artistica, e che gli offriranno l’occasione di conoscere da vicino Reinhold Messner e Mauro Corona, Franco Battiato,  Vitaliano Trevisan e Luigi Meneghello,  Giuseppe Cederna. I suoi quadri proiettati su grande schermo fanno da sfondo agli eventi-spettacolo. Nel 2007, durante i 100 giorni del congresso sulla difesa della natura dell’artista Joseph Beuys alla 52° Biennale di Venezia, è uno dei 400 figuranti protagonisti di “The Wandering Cemetery” (Cimitero Vagante), scultura sociale in forma di performance artistica concettuale pacifista, inaugurata a Vicenza. Dal 2011 entra per un biennio nel direttivo culturale della CCC-Casa di Cultura Cibernetica, con sede nella Casa Rossa di Silvio Ceccato. Comincia così una serie di esposizioni personali che lo porta a Qu.bi Galleria (2015) nel palladiano Palazzo Valmarana Braga, con piani sovrapposti di cieli azzurri, nella insaziabile ricerca dell’oltre. Dal 2017 si sposta in città internazionali e partecipa a diverse esposizioni collettive come Artbox Project Zurigo Swiss ArtExpo, Premio Eccellenza Europea delle Arti (Palazzo Velli Roma) e ad altri concorsi a Parigi, Lisbona, Londra, L’Aia Olanda, Barcellona, Venezia, New York, Miami.

PAOLA TURRA

Frequenta la Scuola Libera del Nudo dell’Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1995 al 1997. Parallelamente frequenta lo studio del Maestro Miro Romagna e rafforza la sua formazione pittorica con le lezioni del Maestro Dorino Cioffi di Venezia. Ha tenuto mostre personali e numerose sono le sue partecipazioni ad esposizioni nazionali, molte sono le pubblicazioni in cataloghi del settore.

Così scrive di lei Paolo Rizzi: ……con un senso esistenziale di precarietà, evidenziato anche nei supporti di cartone d’imballaggio, la giovane pittrice veneziana si volge verso una comunicatività forte, persino aspra, di radice espressionistica. La natura morta con le due banane è un atto di coraggio non solo pittorico, che sorpassa l’esercizio realistico su cui altre opere si basano.

Si sono interessati al suo lavoro i critici: Paolo Rizzi, Giulio Gasparotti, Gabriella Niero, Orfango Campigli, Giorgio Pilla, Piera Piazza, Francesco Valma, A. Adami. L. De Marchi, Gabriele Romeo, Roberta Gubitosi, Assunta Cuozzo.

CATERINA MARGHERITA

Caterina Margherita (1979) si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, città in cui vive.
Scultrice, pittrice, da tempo utilizza la tecnica antica dell’encausto per enfatizzare tinte e profondità delle sue opere visuali, in una sintesi formidabile tra semplificazione grafica e resa scenica.
Tra le mostre personali si menzionano: Finding Flamingos, Made in.. art Gallery, Venezia 2019; Mio Arno, per il Comune di Firenze, Villa Arrivabene, Firenze 2016; Interferenze, a cura della Galleria Mazzoleni, Ibiza, Spagna, 2009.

Ha partecipato a esposizioni collettive come: Seatuations, Made in.. art Gallery, Venezia 2020; “E i miei compagni sono pronti?”, Palazzo Bastogi, Firenze, nel 2017; Paisitos, Museo Civico
Archeologico, Bologna, 2014; Art Stay, International Art Festival, Ptuj, Slovenia, 2010; Factory, Conteporary
Art Museum of Bat Yam, Tel-Aviv, Israele, 2009.

ARCADIO LOBATO

È nato a Madrid nel 1955. Illustratore, scrittore e docente artistico, premiato dal Ministero di Cultura di Spagna, dalla Biennale Internazionale di Bratislava e dalla Fiera di Bologna (menzione “Critici in erba”, 1991), nel 1989 ha vinto il Premio Europeo dell’Album Illustrato dell’Università di Padova. Il suo primo album La valle nella nebbia è stato incluso nella lista dei trenta libri illustrati più importanti del ventesimo secolo (Fondazione FGSR, Madrid, 2000). I suoi più importanti picture-books, pubblicati dalla casa editrice Bohem Press, sono stati tradotti in molte lingue e diffusi nei cinque continenti. Come insegnante, fu chiamato in Italia da Štěpán Zavřel per dedicarsi allo sviluppo dei corsi di Sàrmede, cominciando da lì una attività docente che contribuì alla formazione di giovani artisti come Damiano Bellino, Elena Brazzale, Cristiana Cerretti, Chiara Fedele, Madeleine Frochaux, Marina Marcolin, Mauro Mazzara e Sonia Maria Luce Possentini e altri, protagonisti dello sviluppo dell’illustrazione attuale. Lobato privilegia come docente la conoscenza dei materiali e degli strumenti, facendo dimostrazioni delle tavole durante i corsi, secondo il principio di “veder fare per imparare”.

CLAUDIA MENEGHIN

Nata nel 1965 a San Pietro di Feletto, tra le colline della Marca trevigiana, e residente a Revine Lago, nel Vittoriese, ha cominciato giovanissima a dipingere a olio, con una propensione per il tema del paesaggio.

Il suo rapporto con il mondo dell’arte si è sviluppato in modo inconsueto: laureata in giurisprudenza, infatti, con un’indagine sulla circolazione e la tutela delle opere d’arte nella Comunità Europea, si è iscritta poi a un corso universitario di direzione museale. Nel frattempo ha frequentato la Scuola Internazionale d’Illustrazione di Sarmede, dove ha appreso le diverse tecniche per disegnare libri destinati all’infanzia, sotto la guida del maestro Štěpán Zavřel; esperienza cui è seguita la pubblicazione di storie e fiabe da lei illustrate.

La carriera professionale in ambito legale non l’ha ostacolata nel progredire sul versante della pittura e negli ultimi dieci anni si è cimentata anche con l’affresco, decorando edifici pubblici con il polacco Jósef Wilkoń, figura di riferimento internazionale. Nei suoi dipinti prevalgono ancora le interpretazioni paesaggistiche, nelle quali manifesta una rilevante capacità di cogliere i valori atmosferici nel variare della luce del giorno. Lo fa elaborando con elegante essenzialità coloristica sottili accordi tonali, il cui equilibrio fa pensare alla possibile influenza dei giochi di macchie e luce nei souvenir italiani di Camille Corot, e, più vicino a noi, di certe suggestioni cromatiche di Mario Sironi.

Di là di tali consonanze di tavolozza, Claudia Meneghin si esprime con uno stile che rivela una propria cifra sia nella tensione delle componenti formali, sia nella calibrata scansione sintattica dell’immagine. Le inquadrature, che prendono corpo da un abile uso della spatola, si presentano con un taglio spaziale variabile tra fughe prospettiche e primi piani: in entrambi i casi con ampio respiro d’impaginazione e con una vitalità costruttiva che li rende dinamici. Caratteri che risaltano in particolare nei dittici e nei trittici, concepiti come un unicum le cui parti, però, possono vivere ciascuna una vita a sé.

La sua mano traduce quel che l’occhio vede valicando le oziosità dei dettagli di un reale che tuttavia non perde riconoscibilità. Le sue non sono raffigurazioni di scorci ameni, nulla vi è di seduttivo: sono luoghi rivisitati con sintesi descrittive che hanno radici in un fatto mentale senza escludere un coinvolgimento emozionale. Per lo più brani urbani e suburbani, privi di presenze umane, animali o elementi vegetali, dove domina un silenzio che si percepisce paradossalmente assordante, perché queste visioni parlano indirettamente di fatti esistenziali. Area dismessa, per esempio, richiama lo stato d’abbandono e la desolazione conseguenti a insolute problematiche sociali e territoriali, cui l’artista sembra essere sensibile. Le sue riprese si artic0lano di solito sull’energico profilarsi di costruzioni alle quali fanno eco irreali luminosità nei cieli. Finissima la scelta dei colori, qui giocata per lo più sulle tante sfumature del giallo di Napoli e su tinte terrigne (talora in contrasto con chiarissimi blu), cui si accompagnano sapienti

sottolineature in seppia scuro e le preziosità di pigmenti dorati. Nelle vedute di natura interviene anche il verde ossido di cromo con tonalità e spessori che rendono vivide le suggestioni e palpabile l’aria, lasciando affiorare l’incantamento di panorami evocati poeticamente con felici esplosioni di luce.

CRITICA (Elsa Dezuanni)

MANUELA SIMONCELLI

MANÙ (Manuela Simoncelli) ha trascorso i primi anni della sua infanzia a Corryong in Australia, dove è nata nel 1959 da genitori italiani. Ha vissuto, poi, a lungo a Bologna dove ha compiuto studi artistici regolari, completati a Firenze. Ha la casa e l’atelier nei pressi di Bassano a Mussolente in provincia di Vicenza.

Si è data notorietà con molte illustrazioni per libri e giochi destinati all’infanzia. “Il giro dell’oca di Pinocchio” e “La Giostra di Pinocchio” sonodue sue creazioni recenti prodotte e commercializzate dalla Arbos di Solagna/Vicenza.

Della sua pittura hanno scritto (in ordine alfabetico):

Giuliana Lucia Barosco, Mario Bonaldi, Silvia Camerini, Lino Cavallari, Giancarlo Dal Moro,
Bartolomeo De Gioia, Valerio Dehò, Arnaldo Felletti, Roberto Giungi, Enrico Guidi,
Salvatore Maugeri, Anna Romagnoli, Enzo Rossi-Ròiss, David Russell, Gregorio Scalise,
Tiziana Tartari, Peter Van Der Glossen, Roberto Vitali, Serena Vivian, Mario Guderzo.

DARIA TASCA

E’ nata a San Zenone degli Ezzelini dove vive e lavora. A Firenze si diploma all’Accademia, indirizzo Moda e Costume. Muove i primi passi nel campo della costumistica teatrale per poi dedicarsi al mondo della moda. Viaggiando per lavoro ha potuto documentarsi, assorbire, contaminare e trasporre in ricerca e sintesi stili e colori ed applicarli anche nel campo della fotografia e della pittura. E’ da questa continua ricerca che nascono diverse espressioni artistiche: dipinti su seta, tecniche miste come fotografia e pittura assieme, olio e affresco su tavola di legno. Un nuovo progetto è proiettato alla estrapolazione di soggetti reali o frutto di eredità passate da una base di tessuto non tessuto già precolorata, attraverso la trasformazione di macchie e piegature. Ha partecipato a concorsi fotografici internazionali ottenendo riconoscimenti e a diverse mostre di pittura.

PETER DELAHAYE

Sono un’artista autodidatta e mi rendo conto che ciò possa essere una benedizione e non un ostacolo. Anche se non ho una formazione accademica, so di avere il colore in testa: è un dono straordinario. Dalla collezione di dipinti esposti qui capirai che sono innanzitutto un pittore astratto. I cosiddetti “dipinti del nulla” mi affascinano, molto di più dell’arte figurativa o rappresentativa. Attualmente sto lavorando a ciò che chiamo “nascondere e rivelare” nella mia arte. Questo mi aiuta a trovare la semplicità che sto cercando di esprimere e c’è un alto grado di possibilità incorporato. Lavoro su una varietà di media, di solito in formato su piccola scala. Sono molto sperimentale, quindi vedrai il sapone usato con l’acquerello o il nastro 3M usato nel collage.

Le “serie” mostrate nella collezione ti danno un’idea dell’evoluzione del mio lavoro negli ultimi dieci anni e oltre, e i dipinti più recenti appaiono per primi. Ho creato un repertorio per dipingere più pannelli, inquadrandoli in un lungo involucro. Lavoro molto con il collage, usando nastro e materiali trovati.
Attualmente lavoro nei miei studi a Venezia, Italia e Bangkok, Tailandia. Le opere sono disponibili lì, inoltre a Londra.
Organizzo seminari di acquerelli per dipingere paesaggi nella Laguna di Venezia e in Estremadura, in Spagna.

ANDREA CANALE

Andrea Canale nasce a Reggio Calabria nel 1962. Diplomato al Liceo Artistico “Mattia Preti” di Reggio Calabria. Vive a Soave (VR) dove opera e svolge la professione di medico psichiatra.  Ha collaborato con l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria come docente in attività didattiche. Espone dal 2012 in mostre personali e collettive in Italia. Parte della sua produzione artistica trae ispirazione da temi letterari. Nel 2019 viene selezionato per la I edizione de “I Mille di Sgarbi” e viene inserito nel “Catalogo dell’Arte Moderna edito da Giorgio Mondadori”. Nel 2020 gli viene dedicata una pagina nell’ “Atlante dell’Arte Contemporanea” edito da De Agostini. Hanno scritto su di lui recensioni e testi critici: Maria Antonietta Mamone Docente e Storico dell’Arte, Marta Toma critico e storico dell’arte, Alice Lunardi critico d’arte, Carla D’Aquino Mineo critico d’arte, Luca Franzil critico d’arte, Daniele Radini Tedeschi critico d’arte, Stefania Pieralice critico d’arte.

CARLA BAGNO

Artista che vive e lavora a  Venezia.  Gli studi, due lauree e gli impegni di lavoro la distolgono dalla passione del disegno dimostrata fin da bambina e   soltanto   verso i 40 anni si avvicina al  mondo della pittura  frequentando i corsi  tenuti dai maestri  Maria Teresa Sartori , Franco Sergio Bianchi , Maurizio Favaretto e Gianni D’Este Widmann . Entra nel mondo dell’arte in punta di piedi ma con le idee molto chiare su ciò che intende esprimere ; pittrice figurativa spazia dall’olio all’acquerello dipingendo  sia “en plein air” che  in studio . Ha esordito nel 2015 con la sua prima personale “Istanti di quotidiano”  seguita da “Frammenti” nel 2018 a Venezia e nel 2019 a Portogruaro ,infine  “Nearby”  nel 2019 e "Essenze" nel 2020 a Venezia   Ha esposto in numerose mostre collettive  tra le quali l’esposizione permanente del  gruppo “Boiler” presso la Galleria Calcagno Art Studio , “Le  Colonete” e il  “Premio Mestre di pittura” . Ha  ottenuto  premi  e riconoscimenti  come  al concorso “Invito al Colore” di Burano  ,“Premio Nardi” alla Giudecca e “Premio Granzotto” a  Marghera .

LUCA DE MARCHI

Sono nato a Venezia (Italia) il 5 agosto 1965.
Sono stato subito attratto dai colori e dalla loro essenza. Nei miei primi quadri mi sono avvicinato a diversi stili pittorici riproducendoli.
Sono quindi riuscito a sperimentare diverse tecniche sul campo dell'arte figurativa. Essendo anche un chimico ho progettato e strutturato resine e vernici, formando anche gli utenti finali sul loro utilizzo.
Continuando la ricerca introspettiva sono arrivato, con maturità, al "Chaos" e sono stato attratto dall'astrazione spaziale.
L'astratto mi soddisfa. Mi stimola il ruolo emotivo del colore, del suo Impatto con la tela, il contrasto tra ordine e disordine, l'intima
percezione del tratto e del colore, la mancanza di orpelli comunicativi nel coinvolgimento dell'intelletto e dei sentimenti.
Uso il colore nei suoi contrasti: contrasto di colori puri, contrasto di chiaroscuro, contrasto di freddo e caldo, contrasto di complementarità e quindi contrasto di simultaneità, il contrasto evidenzia maggiormente il concetto espressivo.
Sono consigliere dell'Associazione Culturale "Le Colonete" di Venezia, uno delle più antiche che comprende, tra i suoi illustri membri, anche Emilio Vedova.

GIUSEPPE ZANON

Giuseppe Zanon nasce a venezia nel 1960

 Mi avvicino alla fotografia intorno gli anni 80 e partecipo a varie esposizioni artistiche, come quella presso la  Fondazione Bevilacqua La Masa,  per 3 anni consecutivi e al padiglione giardini della Biennale in Collettività con artisti di tutta italia. Da alcuni anni mi ritiro dalle esposizioni per mia scelta per poter dedicarmi esclusivamente ad una forma di fotografia sperimentale tra pittura e fotografia.

MARISTELLA MARTELLATO

Sono nata a Stra (Venezia) nel 1961 dove vivo e dipingo.                                       

La passione per l’arte mi ha portato a frequentare il Liceo Artistico di Padova.
Ho proseguito la ricerca avvicinandomi ad esperienze pittoriche estese anche alle tecniche antiche utilizzando pigmenti e terre naturali con il prezioso contributo ed esperienza di alcuni docenti dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia.
Alterno alla pittura esperienze di grafica approfondita durante i corsi con la Scuola Internazionale di Grafica.
Ho vissuto, inoltre, esperienze professionali nell’ambito dell’insegnamento scolastico di laboratori espressivi di tecniche del colore.
Ho frequentato per diversi anni, la Scuola Libera del Nudo del l’Accademia di Belle Arti di Venezia,

sperimentando varie tecniche dall' olio all’acrilico, alle stesure in gesso, al graffito, maturando ulteriore sensibilità verso la creatività del figurativo.

SONIA ZUIN

Vicentina di nascita dipinge da quando aveva 16 anni come autodidatta frequentando svariati ambienti artistici tra cui quelli parigini.

La sua pittura nasce prima di tutto come passione e piacere dell'anima per poi diventare, in alcuni momenti della sua vita, un rifugio.

L'esperienza parigina segna l'inizio di una metamorfosi pittorica che definerei liberatoria e vibrante, caratterizzata da una pennellata che ha finalmente acquisito una propria autonomia e da luci e contrasti cromatici particolarmente evidenti.

E' stata allieva del Maestro Otello De Maria.

CARLA ERIZZO

Carla nasce a Venezia nel 1971, dove attualmente opera.

Si avvicina alla pittura fin da giovanissima nello studio del padre, ma è solo dopo aver conseguito la laurea in Economia e commercio che può dedicarsi completamente alla creazione artistica.

Risale al 2001 la sua prima mostra personale (“Sensazioni d’acqua”), così come la prima vittoria in un concorso nazionale di pittura.

E’ l’attuale vicepresidente dell’Associazione Culturale “Le Colonète” di Venezia e membro della Permanente di Milano

WILLY PONTIN

Nasce a Noale (VE) nel 1945.

Pittore ed incisore, ha iniziato l'attività espositiva nel 1968. Comincia ad incidere nel 1977, perfezionando la sua tecnica alla scuola del Centro Internazionale di Grafica di Venezia. (1985-86), prediligendo le tecniche dell'acquaforte e dell' acquatinta. Nel 2002 entra a far parte degli artisti di Atelier Aperto, ampliando la sua conoscenza delle tecniche sperimentali e della xilografia. Per i tipi del Centro Internazionale della Grafica stampa il libro d'artista "Sogno Veneziano" e "Sogno di Una Notte di Mezza Estate"., quest'ultimo inserito nel grande "Libro della Notte" e con l'Atelier Aperto partecipa ai libri collettivi e alle mostre itineranti "In Viaggio con Marco Polo", "Venezia e le Feste", "Venezia - acqua, pietre e pagine"., "Metropolis", "Mosaico veneziano". notevole è la bibliografia sulla sua opera e innumerevoli le mostre in Italia e all'estero.

ANTONIO SIMONCIN

Antonio Simoncin nasce a Burano il 19 gennaio 1954 da una famiglia di artisti, il padre Fausto è un pittore autodidatta, nonché creatore di stampi da caccia in sughero (come per altro il suo più famoso fratello Giovanni,, artista rinomato di Torcello).

Pur essendo appassionato di disegno fin da bambino, Simoncin inizia a dipinger solo nei momenti di tempo libero, ora che può finalmente godersi la meritata pensione ha ripreso con la pittura.

Dopo la prima mostra "Falsi d'Autore", dove l'artista esponeva sue interpretazioni di copie di quadri famosi, seguono opere en Plein-Air

che spaziano tra terra e acqua.

 

ROSSANA URBAN

Rossana Urban, nata a Treviso il 26.11.1966 da più di vent’anni collabora con la sorella Michela nel loro atelier di decorazione OFFICINA ECLETTICA, sito nel centro storico di Treviso.

Quest’opera fa parte della serie ‘Orizzonti’. La materia densa e diffusa del gesso di plasma attraverso la sovrapposizione di numerose velature di colore, queste restituiscono all’ occhio di chi guarda, diverse interpretazioni di un’unica prospettiva ,determinata da quell elemento che li accomuna, L’ Orizzonte appunto. 

© 2020 S. Eufemia Art Gallery  

Giudecca 597, 30133 Venice

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